██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b
¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯
Ruzzola
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
Il lancio della mwdqruzzola o mwdgruzzolone è un antico mwdwgioco di strada originario di varie regioni italiane.
Sport popolare e mweggioco tradizionale italiano di antichissime origini, diffusissimo e radicato in varie parti della penisola tra le classi popolari fino alla fine dell'mwewOttocento, si pratica all'aperto, in vie poco trafficate, in più persone (spesso a squadre) che si spostano lungo la strada con il procedere del gioco.
Nonostante i numerosi tentativi di reprimerlo, regolamentarlo o proibirlo in quanto pericoloso (sia per l'incolumità fisica delle persone, sia per la destabilizzazione dell'ordine pubblico) e di dubbia moralità (è stato considerato mwfqgioco d'azzardo per l'abbinamento frequente con le mwfgscommessecite-ref-addobbati77-1-0[1]), questo gioco popolare amatissimo e capace di infiammare gli animi è giunto ai giorni nostri. Oggi è regolamentato e tutelato dalla mwgwFederazione Italiana Giochi e Sport Tradizionali e dall'mwhaEuropean Traditional Sports and Game Association.
Contents
• Regole
• Storia
• Origini
• Medioevo
• Oggi
• Note
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
Strumenti di gioco
La mwiaruzzica o mwiqruzzola è il nome del cilindro di legno del diametro di circa trenta centimetri e del peso di qualche mwigchilo, assomigliante pressappoco ad una forma di mwiwformaggio pecorino; si usa insieme al nastro che permette ai giocatori di lanciare. Ogni giocatore ha a disposizione una ruzzola. Per metonimia, l'intera pratica del gioco ha preso il nome dell'oggetto con cui viene giocato: si parla quindi del mwjagioco della ruzzola o più semplicemente della mwjqruzzola.
Terreno di gioco
Viene giocato all'aperto lungo strade di campagna o lungo appositi percorsi chiamati "treppi". Il percorso è costeggiato da difficoltà laterali lungo le quali la ruzzola può cadere e fermarsi (denominati "grippi") e da pali posizionati nelle curve (detti "picchetti"). Se un giocatore esce dal percorso e la ruzzola prosegue oltre il picchetto, dovrà tornare indietro e rientrare perdendo così lanci preziosi.
Numero di giocatori
I giocatori non sono in numero stabilito. Possono giocare individualmente o suddivisi in coppie o squadre.
Obiettivo
Durante le gare ufficiali, vince chi percorre il "treppo" in meno lanci possibili. Se la ruzzola viene giocata lungo la strada, vince chi raggiunge il luogo di arrivo in meno lanci.
Regole
Per la European Traditional Sports and Games Association il gioco è simile al mwmwlancio della palla (mwnalanzamiento de bola) spagnolo e allmwnq'mwngIrish road bowling.cite-ref-2[2]
Il gioco consiste nell'avvolgere uno spago intorno alla ruzzola e lanciarla trattenendo un capo dello mwsaspago in modo da imprimerle una veloce rotazione. Lo scopo è di fare giungere il più lontano possibile la ruzzola con un numero prefissato di lanci, oppure di raggiungere un traguardo con il numero minore di lanci possibili.
Spesso è un gioco di squadra: i giocatori, divisi in squadre di eguale numero, si alternavano cercando di lanciare il più lontano possibile il formaggio, senza farlo uscire dal percorso stabilito, partendo dal punto preciso in cui erano arrivati col tiro del precedente compagno di squadra (una specie di mwswstaffetta in cui il cacio fungeva da mwtatestimone). La squadra che terminava il percorso col minor numero di colpi vinceva il premio consistente nella forma di cacio utilizzata per il gioco.
Le gare si svolgono su campi delimitati, chiamati mwtgtreppi, appositamente attrezzati per rendere il gioco più movimentato, con salite, curve, ostacoli ecc. In alternativa il gioco, che intuibilmente può avanzare per chilometri, viene praticato anche su strade (asfaltate oppure no). La precedenza del tiro spetta sempre al giocatore in svantaggio ed è obbligatorio seguire il percorso prefissato. Sono nulli i lanci che taglino le curve al di fuori del limite tracciato.
Diffusione
La ruzzola si praticava in varie parti d'Italia: mwuqEmilia-Romagna, mwugToscana, mwuwAbruzzo, mwvaMarche, mwvqUmbria, mwvgLazio, mwvwCalabria e mwwaCampania. Seppure oggi le regole siano unificate, è lecito supporre che fino alla stabilizzazione della ruzzola come sport nazionale ci fossero varianti regionali o locali di cui abbiamo solo scarse notizie, a volte incerte.
Versione abruzzese
In Abruzzo la mwwwruzzica è un gioco tipicamente mwxacarnevalesco. La versione attuale, che ha subito modifiche nel corso degli anni, viene giocata una volta all'anno, in uno dei sabati del periodo del mwxqcarnevale. Il gioco consiste nel riuscire a colpire per primi la porta di una cantina, facendo "ruzzolare" la ruzzica lungo un percorso stabilito. Due squadre si affrontano, tirando alternativamente la ruzzica, lungo i vicoli di mwxgTussio, un antico paese del mwxwAbruzzo interno. La difficoltà sta nel riuscire a compiere il percorso con il minor numero di tiri, sfruttando le discese, gli angoli e le asperità delle viuzze del paese, per giungere per primi al traguardo: la cantina appartenente ad uno dei concorrenti. Il premio consiste nei dolci di carnevale e nel mwyavino che il concorrente proprietario della porta mette in palio. Una volta consumato il premio, viene stabilito quale sarà la prossima porta da colpire. Il gioco termina in una festa alla quale partecipano tutti i concorrenti, nel pieno spirito carnevalesco.
Versione toscana
In valle del mwywSerchio (mwzaLucchesia e mwzqGarfagnana) il gioco è conosciuto come "tiro della forma" o "tir della forma" e normalmente si utilizzano forme di formaggio. Fino al XX secolo il tiro, assieme alle bocce, era lo sport più popolare. Solo dopo la prima guerra mondiale il ciclismo ed il calcio iniziarono a soppiantarlo nel cuore degli appassionati. Le gare di tiro erano ritrovo domenicale di atleti e scommettitori e qualche volta si scatenavano risse e discussioni. La città di Lucca ha una sua pista di tiro in terra battuta presso il ponte di monte San Quirico e molti paesi, anche piccoli, avevano impianti analoghi. Oggi il nucleo più numeroso di appassionati si trova tra la media val di Serchio e la Garfagnanacite-ref-3[3].
A San Casciano dei Bagni viene organizzato il Palio del cacio l'ultima domenica di Carnevalecite-ref-4[4] e la seconda domenica d'agosto a Cortona lo si può vedere ancora ma giocato non più con le forme di cacio ma con una grossa ruzzola di legno detta mwbwbarutelacite-ref-5[5]. Nella città di mwdaPrato la tradizione è andata scomparendo ma viene documentato tra i giochi medievali nelle cronache locali del medioevocite-ref-6[6]: si usava il rettilineo tra mweqpiazza Cardinale Niccolò e via Santa Chiara e la strada veniva, per accogliere i giochi durante le occasioni di festa, pulita in modo straordinariocite-ref-7[7] come riportato dal Miniati nelle sue cronache
mwfw«Via dove si fa a trarre la palla al maglio, pallottole e cacio a forme, lunga da un capo all’altro della Terra, tutta diritta che passa circa a mille braccia dal Reverendo monastero delle reverende Monache di S. Niccolao fino alle mura, rincontro alle reverende Monache e monastero di Santa Chiaracite-ref-8[8]mwha»
Come nei territori circostanti, il tiro al cacio era considerato un gioco d'azzardo e a Prato si tentò agli inizi del 300 di regolamentarlo introducendo una gabella che consentisse al tempo stesso oltre che a controllarlo anche di limitarlo A tale scopo venne introdotta la distinzione tra gioco d'azzardo (vietato) e gioco di abilità (consentito)cite-ref-9[9].
Negli atti criminali che si conservano all'mwiwArchivio di Stato vi sono molti reati e relative condanne legati ai giochi che si facevano per le strade e le piazze. Nel 1550 ne troviamo due emessi per dirimere una questione fra contendenti proprio nel tiro del cacio:
mwjq«Maso che gioca con Meo a tirar il cacio perché perde vuole smettere; ma Meo, indispettito, l'afferra e lo getta nel fango: multa di lire 1,5. Scoppia una violenta discussione fra due giocatori intenti a rullare il caio: uno dei due con un colpo di bastone rompe la testa all'altro; questi, per risposta, vibra una pugnalata al braccio sinistro dell'avversario. Multa di lire 25 per il colpo di bastone (c'è stato del sangue, motiva il giudice) e di l.57 per quello di pugnale.cite-ref-10[10]»
Storia
Fonti e storiografia
Tracciare la storia del gioco della ruzzola è difficile, data la scarsità di fonti che parlino delle varianti, delle tecniche o del ruolo sociale nei vari contesti della penisola: infatti, gli svaghi popolari, i giochi per bambini e i giochi riservati al Carnevale non sono stati trattati dalla letteratura e dalla cultura alta per secoli. Solo con il mwmgRomanticismo i giochi popolari si iniziarono a vedere in maniera diversa, come base identitaria per le comunità nazionali (mwmwmwnaVolksgeist) e quindi degni di essere rappresentati in quanto espressione del mwnqpopolo e non più come mwngcosa bassa da relegare all'oralità e da sanzionare come corruzione dei costumi. Prima dell'Ottocento, tra le prime fonti che ce ne parlino, quindi, compaiono ad esempio quelle giuridiche, volte a regolamentare il gioco della ruzzola. La ruzzola è citata in un'abbondante documentazione, ricca rispetto a quella dedicata ad altri giochi popolari oggi scomparsi o caduti nell'oblio, di cui non ci è giunta traccia se non del nome.cite-ref-addobbati76-11-0[11]
Per secoli, infatti, la cultura alta preferì occuparsi solo dei giochi apprezzati dai ceti alti e nobili (magari nati come giochi plebei ma poi "nobilitati" dal favore delle Corti)cite-ref-12[12] o che almeno avessero l'aura nobile della classicità: giochi insomma la cui storia risalisse all'età classica della mwqaGrecia Antica o dell'mwqqAntica Roma, di cui autorità del mondo antico avessero decretato i benefici per la salute e la funzionalità di svago socialmente sano. Altro caso favorevole al prestigio di un gioco era dato dal fatto che fosse funzionale all'esercizio alla disciplina militare, come il mwqgtorneo cavalleresco.cite-ref-addobbati76-11-1[11]
Origini
In origine, il gioco consisteva nel lancio di una forma di cacio duro, per esempio un mwsqformaggio pecorino stagionato, ed era giocato dai mwsgpastori e dai contadini che miravano a lanciarlo il più lontano possibile lungo i mwswtratturi, favoriti dalla pendenza delle mulattiere e dai rimbalzi delle forme che a volte acceleravano o rallentavano in aria con movimenti bizzarri, secondo le acrobazie e regolarità delle leggi della fisica. Secondo alcuni autori, tra cui Gustavo Buratti, il gioco era legato ai tempi e ai tragitti obbligati della mwtatransumanza, come rito mwtqapotropaico di protezione delle mandrie dai cattivi spiriticite-ref-13[13].
Il gioco, probabilmente, era praticato già dagli antichi mwuwEtruschi: nella mwvatomba dell'Olimpiade della mwvqNecropoli dei Monterozzi di mwvgTarquinia è raffigurato il cosiddetto mwvwdiscobolo o mwwalanciatore, la cui posizione per Pietro Gorini è in realtà quella tipica di chi stia lanciando una forma di formaggio, supportato dal fatto che l'mwwqiconografia non dà riscontri di questa posizione nei discoboli etruschi e coevi noti.cite-ref-14[14]. Pierino Daundry suppone che il gioco della ruzzola alle origini andasse inquadrato all'interno del contesto culturale dei giochi rituali agro-pastorali.cite-ref-daudry-15-0[15]. Non tutti gli studiosi concordano con l'identificazione del lanciatore della tomba dell'Olimpiade con un lanciatore di ruzzola: alcuni lo ritengono un vero e proprio mwygdiscobolo, seppure non si neghi l'antichità del gioco in sécite-ref-addobbati79-16-0[16].
Sicuramente, infatti, la ruzzola era praticata alla fine dell'mw0aImpero romanocite-ref-aga-17-0[17].
Andrea Addobbati suggerisce una rilettura di un dialogo della commedia mw1gmw1wPersa (mw2aIl persiano) di mw2qTito Maccio Plauto che ne attesterebbe la presenza nel III secolo a.C.cite-ref-addobbati79-16-1[16], in particolare della trattativa tra Tossilo e Dordalo in cui quest'ultimo esprime la sua diffidenza nei confronti dei banchieri dicendo:
«È sorprendente come i banchieri si allontanino dal mercato con una velocità superiore a quella di una ruota che corre»
(Mirum quin citius iam a foro argentarii/Abeunt quam in cursu rotula circumvortitur)
Per Addobbati la mw4arotula sarebbe la ruzzola, e a sostegno di questa ipotesi porta il fatto che la ruota sia singola e non accoppiata su un asse, e che in precedenza nel dialogo si paragonano i banchieri anche alle lepri quando si aprono i cancelli nel gioco, quindi riportando entrambi i paragoni del dialogo sui banchieri nell'ambito semantico del giococite-ref-addobbati79-16-2[16]cite-ref-addobbati80-18-0[18].
Medioevo
Nel primo Medioevo il gioco della ruzzola era assai diffusocite-ref-aga-17-1[17]: “giocare ad ruellas” però era visto in modo ambivalente, perché portava a concitati litigi nella pubblica via, a mettere a rischio l'incolumità delle persone ma soprattutto al mw7wgioco d'azzardo fino alla rovina economica delle famiglie: se all'inizio era il cacio stesso usato come ruzzola ad essere dato in premio a chi vinceva, con il tempo si giocò anche con il ruzzolone in legno pieno e la vincita passò ad essere in denarocite-ref-addobbati78-19-0[19]. Durante il mw9aMedioevo, gli statuti comunali di mw9qAlessandria del 1277, ad esempio, vietavano «omnes ludos taxillorum vel ludum ruelle», senza distinzione quindi tra il mw9ggioco dei dadi (mw9wludos taxillorum) e il gioco della ruzzola (mw-aludum ruelle)cite-ref-20[20]. Si conosce il caso di un signore benestante, tale Baraccani della zona di mw-qPavullo, il quale, per aver sbagliato un lancio di ruzzola, perse il Castello di Monterastello e altri possedimenti della famigliacite-ref-aga-17-2[17].
Dal Cinquecento al Settecento
La riscoperta della classicità e delle fonti mediolatine da parte degli mwaquumanisti fece sì che venisse recuperato il patrimonio lessicale classico, tra cui anche i nomi latini dei giochi, ma spesso in modo affrettato, confuso o poco rigoroso; ad esempio, a fine Cinquecento il filologo mwaqyGirolamo Mercuriale nel mwaqcmwaqgDe arte gymnastica, mostrò come il mwaqktrochum, ossia l'antenato del mwaqogioco del cerchio, o il mwaqsdiscum, il disco, vennero spesso confusi con la ruzzolacite-ref-addobbati80-18-1[18]. Addobbati rifacendosi a Mercuriale fa l'esempio di mwareMoro e mwariCampanella: il primo scrive nel suo mwarmmwarqL'Utopia che il mwarudiscus e gli altri mwaryimprobi giochi d'azzardo corrompono i costumicite-ref-21[21]; il secondo viceversa che ne mwarsmwarwLa città del sole i cittadini disdegnano i giochi come i dadi e gli scacchi ma mwar0ludunt pila, follicolo, trocho, lucta, eccetera.cite-ref-22[22]
Ottocento
Contemporaneamente al nuovo interesse mwas8romantico per la ruzzola, nell'Ottocento nasceva l'mwataetnografia, anch'essa interessata a dipanare gli usi e i costumi quotidiani della società, e che diede spazio all'indagine anche ai giochi popolari.cite-ref-addobbati76-11-2[11]. L'Ottocento però non cambiò solo l'approccio al gioco, ma ne cambiò i connotati, infatticite-ref-addobbati76-11-3[11]:
«lo snodo ottocentesco (...) passando dalla scoperta schiuderà le porte alla reinvenzione di alcuni di questi giochi entro le nuove coordinate ideologiche dello sport (...) gli uomini di lettere ebbero al riguardo predilezioni precise e socialmente connotate.»
Oggi
L'mwaueUNESCO nella Dichiarazione UNESCO 2003, detta anche Carta internazionale dei giochi e degli sport tradizionali, ha stabilito che il mwaumgioco tradizionale fa parte dei mwauqmwauuPatrimoni orali e immateriali dell'umanitàcite-ref-23[23].
Curiosità
Alcuni esponenti della Federazione Italiana Ruzzolone hanno inviato una lettera per far entrare il ruzzolone tra gli sport da inserire alle mwauwolimpiadi di Tokyo 2020.
Citazioni e personaggi illustri
La ruzzola è stato sempre uno sport praticato in prevalenza da pastori e contadini, più rara la partecipazione di nobili, ecclesiastici o intellettuali.
• Il pittore e illustratore romano mwaveBartolomeo Pinelli fece, nel mwavi1809, un'incisione in cui rappresentava mwavmgiocatori di ruzzola.
• Il poeta in romanesco mwavuGiuseppe Gioachino Belli scrisse un sonetto intitolato mwavyEr gioco de la ruzzica:
mwavkSta cacca de fà a rruzzica, Dodato,
mwavsCo la smaniaccia d'abbuscà ll'evviva,
mwav0Nun è ggiro pe tté, cche nun hai fiato
mwav8De strillà mmanco peperoni e oliva.
mwawiCome sce pôi ggiucà, tisico nato,
mwawqsenza dajje 'na càccola d'abbriva?
mwawyNun vedi la tu' ruzzica sur prato
mwawgc'appena ar fin de 'na scorreggia arriva?
mwawsCo 'ddu pormonettacci de canario,
mwaw0d'indove mommò er zangue te se sbuzzica,
mwaw8tu protenni de prennete sto svario?
mwaxiStattene in pasce: ggnisuno te stuzzica;
mwaxqsi ppoi vôi vince tu, vva' a Montemario,
mwaxypijja la scurza e bbutta ggiú la ruzzica.
• La ruzzola è citata perfino nel mwaxkDialogo sopra i Massimi Sistemi di mwaxoGalileo, il quale a proposito del moto rotatorio cita a sua volta mwaxsAristotele:
mwax4Sagredo
Questo primo depende da un altro; il quale è, onde avvenga che, tirando la mwayaruzzola con lo spago, assai più lontano ed in conseguenza con maggior forza va, che tirata con la semplice mano.
mwayiSimplicio
Aristotile ancora fa non so che problemi intorno a questi proietti.
mwayuSalviati
Sì, e molto ingegnosi, ed in particolare quello onde avvenga che le mwaycruzzole tonde vanno meglio che le quadre.
mwaykSagredo
E di questo, signor Simplicio, non vi darebbe l'animo di sapere la ragione, senza altrui insegnamento?
(ecc.)
• mway4Gabriele D'Annunzio dal mway8Libro segreto del 1935:
«Il sapore della
Maiella
è tutto nel nostro cacio pecorino... È il cacio nerastro, rugoso, durissimo: quello che può rotolare su la strada maestra a guisa di ruzzola in gioco. Miro e rimiro. Non mangio più. A dieci anni ero anch'io ruzzolante su la strada di
Chieti
; e sapevo legarmi al braccio lo spago e avvolgerlo intorno al cacio e prendere la rincorsa per tirare, entrando in furia se la mia gente rideva di me.»
Note
cite-note-addobbati77-11. ↑ mwazcmwazgAndrea Addobbati,mwazk p. 77.
cite-note-22. ↑ mwaz0mwaz4mwaz8Main Events, su mwaaajugaje.com, European Traditional Sports and Games Association. mwaaeURL consultato il 7 aprile 2012 mwaai(archiviato dall'mwaamurl originale il 2 ottobre 2011).
cite-note-33. ↑ mwaacmwaagmwaakIl tiro al formaggio in Garfagnana, su mwaaoe-toscana.com.
cite-note-44. ↑ mwaa4mwaa8mwabaIl Palio del cacio a San Casciano dei Bagni, su mwabesancascianoliving.it.
cite-note-55. ↑ mwabumwabymwabcIl barutelone (mwabgmwabkPDF).
cite-note-66. ↑ mwab0Giuseppe Nuti, mwab4Secolo 14.-18., in mwab8Storia di Prato, vol.mwaca 2, Prato, Cassa di risparmi e depositi di Prato, 1980.
cite-note-77. ↑ mwacqGiampiero Nigro, mwacuIl tempo liberatomwacy : festa e svago nella città di Francesco Datini, Prato, Istituto "F. Datini", Azienda di promozione turistica, 1994.
cite-note-88. ↑ mwacomwacsNarrazione e disegno della terra di Prato di Toscana tenuta delle belle terre d'Europa/ messa insieme e composta da Giovanni Miniati da Prato, cavaliere di Santo Stefano, l'anno 1594 … - [S.l.]: Editoriale Insubria, [1982] (Milano: Syntesis Press, 1982).
cite-note-99. ↑ mwac8mwadaASP, Comunale, 2827, Statuti di gabelle, 1333, cc. 24t- 2, App II, doc. 17.
cite-note-1010. ↑ mwadqGianni Limberti (a cura di), mwaduE col cacio non fare a miccino: selva di fatti, documenti, citazioni e amenità varie su questo popolare alimento, Prato, 2005.
cite-note-addobbati76-1111. ↑ mwad8mwaeaAndrea Addobbati,mwaee p. 76.
cite-note-1212. ↑ Mentre non esistono trattati antichi sulla ruzzola ne esistono invece sui giochi con la palla giocati dai nobili. Cfr. ad esempio A. Scaino, mwaeuTrattato del giuoco della palla, Venezia: Gabriel Giolitto de' Ferrari, 1555.
cite-note-1313. ↑ mwaekmwaeoGustavo Buratti.
cite-note-1414. ↑ mwae4mwae8Pietro Gorini,mwafa 90-91.
cite-note-daudry-1515. ↑ mwafcPierino Daudry
cite-note-addobbati79-1616. ↑ mwagymwagcAndrea Addobbati,mwagg p. 79.
cite-note-aga-1717. ↑ mwahamwahemwahiLa famiglia delle ruzzole, su mwahmassociazionegiochiantichi.it, AGA Associazione Giochi Antichi. mwahqURL consultato il 10 aprile 2012.
cite-note-addobbati80-1818. ↑ mwahomwahsAndrea Addobbati,mwahw p. 80.
cite-note-addobbati78-1919. ↑ mwaiamwaieAndrea Addobbati,mwaii p. 78.
cite-note-2020. ↑ Du Fresne mwaiyat alii, mwaicGlossariummediae et infimae latinitatis, L. Favre, 1886, I, p.232, cit. in mwaigmwaikAndrea Addobbati,mwaio p. 77
cite-note-2121. ↑ È evidente che il mwai4discus qui non sia quello del mwai8Discobolo di Mirone. In T. More, mwajaUtopia, Guida, Napoli, 2000, p. 121, in cui il traduttore italiano dice in nota di preferire la traduzione di mwajediscus con ruzzola, anche se Moore essendo inglese avrà inteso non un gioco italiano ma inglese. Secondo il traduttore Ralph Robinson (1551), infatti, la traduzione corretta era mwajicoytes o mwajmquoits, gioco popolare con dei dischi simili a ruzzole ma con regole più vicine alle mwajqbocce. In mwajumwajyAndrea Addobbati,mwajc p. 80
cite-note-2222. ↑ T. Campanella, mwajsCivas Solis. Poetica idea Reipublicae Philosophicae, Ultraiecti, Apud Ioannem à Waesberge, 1643, p.42. Cit. in mwajwmwaj0Andrea Addobbati,mwaj4 p. 80
cite-note-2323. ↑ mwakiUNESCO, mwakmmwakqIntangible Heritage domains in the 2003 Convention, su mwakuunesco.org. mwakyURL consultato il 21 aprile 2012.
Bibliografia
• citerefgustavo-burattiGustavo Buratti, Alla ricerca degli sport "sommersi", su rivistaetnie.com, 17 gennaio 1984. URL consultato il 6 luglio 2023.
• mwaksAndrea Addobbati, Più antico del mondo. Il gioco della ruzzola da Plauto ad oggi, in Anna Maria Pioletti (a cura di), Giochi, sport tradizionali e società, Quart (AO), Musumeci, 2012, pp. 74-100, ISBN 978-88-7032-878-3.
• mwak4Alessandra Rizzi, Ludus/ludere: giocare in Italia alla fine del Medio Evo, a cura di Fondazione Benetton, 1995.
• mwalaAnna Maria Eustacchi-Nardi, Contributo allo studio delle tradizioni popolari marchigiane, L. S. Olschki, 1958, p. 47 e segg..
• mwaliPietro Gorini, Giochi e feste popolari d'Italia e d'Europa, L'Airone Editore, 1994, ISBN 88-7944-067-5.
• mwalqJohan Huizinga, Homo ludens, Einaudi, 2002 [1938], ISBN 978-88-06-16287-0.
Voci correlate
Altri progetti
Altri progetti
• Wikimedia Commons
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Ruzzola
Collegamenti esterni
• mwal0Sito della FIG e ST Federazione Italiana Giochi e Sport Tradizionali, su figest.it. URL consultato il 17 febbraio 2008 (archiviato dall'url originale il 15 gennaio 2012).
• mwal8Ruzzolone Montese: Sito dei lanciatori di Ruzzolone Montese MO (no profit), su ruzzolone.com. URL consultato il 24 febbraio 2008 (archiviato dall'url originale il 7 febbraio 2008).
• mwameRuzzolone Reggio Emilia: Sito dei lanciatori di Ruzzolone della provincia di Reggio Emilia (no profit), su ruzzolonereggio.it. URL consultato il 24 febbraio 2009 (archiviato dall'url originale il 15 maggio 2013).
• mwammRuzzola del formaggio a Pontelandolfo, su pontelandolfonews.com.
• citereftreccani-ruzzolaRùzzola, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 24 febbraio 2026.
• Lancio del Formaggio Petrignano di Assisi - www.lanciodelformaggio.com